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Settembre andiamo: è tempo di cambiare

Settembre: cambio di abito o di pelle ma sopratutto cambio di intenzioni. Settembre è un mese legato al ciclo annuale della vite, per la vendemmia: il sole diventa più debole, le giornate diventano più corte e ci prepariamo ad affrontare l’inverno. E’ il tempo dell’equilibrio e dei bilanci: possiamo passare in rassegna i frutti che abbiamo raccolto del nostro lavoro.

In questo mese ci sono detti e proverbi sull’uva e il suo raccolto:

“Se fa bello per San Gorgone la vendemmia va benone”

“Per Santa Eufemia comincia la vendemmia”

“San Matteo addolcisce i grappoli”

“Per San Michele l’uva è come il miele”

Noi conosciamo il vino come una bevanda della gioia, della vita, della festa ma è una bevanda che ha sempre accompagnato l’uomo nel corso della storia ed è legato alle religioni, dal passato ad oggi, con significati e simboli diversi.

Tuttavia il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam non concordano sul significato del vino.

Nell’Antico Testamento il vino era considerato il simbolo di tutti i doni provenienti da Dio: per questo motivo in tutti i banchetti e festeggiamenti non poteva mancare il calice del vino e con esso poi si pronunciava una preghiera di ringraziamento a Dio.

Nella religione Ebraica con l’Antico Testamento troviamo testimonianze di come le viti venivano già coltivate. La viticoltura era già presente nel Libro della Genesi che ci mostra la diffusione della viticoltura in Egitto durante l’esilio degli Israeliti. Mosè infatti quando ordina ai suoi uomini di perlustrare la zona di Canaan, in cerca di nuove terre, questi ritornano da lui con un ramo di vite e un grappolo d’uva insieme  a fichi e melograno.

L’uva e di conseguenza il vino, è simbolo di prosperità. Nelle terre ricche di vigneti e vini infatti si gode di un ottimo clima e di culture in abbondanza.

Anche nel Nuovo Testamento il vino è simbolo di gioia, ricordando quando Gesù tramutò l’acqua in vino durante le Nozze di Cana. Ed è di fondamentale importanza, sopratutto nel rito sacro della messa in cui si ricorda l’ultima cena di Gesù. Qui il vino diventa il sangue di Cristo.

Nell’Islam invece, il vino è considerato come una bevanda alcolica che porta ad uno stato di ebbrezza e allontana il fedele del suo rapporto con Dio.

Ma esistono alcuni Santi che hanno legato la loro vita o il loro culto al vino?

San Barnaba, venerato dalla Chiesa Cristiana e Ortodossa, è tradizionalmente considerato il primo Vescovo di Milano. Nella sua storia si dice che si guadagnò da vivere lavorando nei vigneti e ancora oggi si invoca contro la grandine che potrebbe danneggiare il raccolto. E’ quindi considerato protettore dei vigneti.

San Vincenzo Ferrer:  si narra che Dio lo pregò di fare un giro tra i vigneti della Francia per benedirli. Distratto dal buon vino francese, Vincenzo dimenticò la strada per far ritorno in Paradiso e fu punito da Dio che lo trasformò in statua, prima di riaccoglierlo. E’ il Santo protettore dei vignaioli e di tutti coloro che si occupano della coltivazione della vite.

Santa Elisabetta nota come Isabella d’Aragona, regina del Portogallo. Dedicò la sua vita alla famiglia ai poveri e a Dio. Si ritirò nel monastero di Coimbra e qui si impegnò nella produzione del vino da distribuire in tutte le chiese del Portogallo per la messa.

San Giovanni Bosco: è considerato, anche se non ufficialmente, protettore dei vignaioli.  Grande appassionato di vino, fin da piccolo si occupò di viticoltura. Passione conservata negli anni, tanto che scrisse un libro “L’enologo italiano” dedicato alla coltura della vite.

San Benedetto da Norcia: fu proprio lui ad incentivare l’attenzione e la passione dei monaci benedettini verso la viticoltura e la produzione di vino. E fu proprio lui a concedere ai monaci stessi la possibilità di bere moderatamente vino anche durante i pasti.

San Zeno:  protettore dei viticoltori veneti (non ufficialmente), Vescovo di Verona . Era un profondo esperto di tecniche  vinicole e un profondo conoscitore di vini italiani, in particolare veneti. Si racconta che dopo le funzioni religiose si rendesse disponibile per i suggerimenti e consigli ai viticoltori locali su come gestire la vigna. Non a caso, parte delle bottiglie prodotte in Veneto portano il suo nome o riproducono la sua immagine sulle etichette!