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Fare il presepe o no? Una tradizione ancora viva

presepe artigianale

Tutti gli anni con l’avvicinarsi del Natale sorge spontaneo domandarsi se a casa degli italiani il presepe si faccia ancora e perché. Quando incontro amici o conoscenti e mi fermo per un saluto, in questo periodo la domanda ridondante è sempre quella: l’hai fatto l’albero di Natale? Mai però un accenno al presepe.

Sicuramente, l’albero può apparire più bello, più appariscente con tutti i lustrini, i luccichii, è puramente un vestito della festa, e tutto si riduce ad addobbare questo albero verde, più delle volte di plastica, alcune volte con radici da piantare una volta passato l’evento.

Ma il presepe? Mi ricordo che da piccoli io e mio fratello attendevamo con ansia di allestire il nostro presepe, perché i preparativi erano quelli che più ci entusiasmavano.

Prima di tutto sceglievamo la grandezza di come lo volevamo fare, utilizzando cartoni che chiudevamo per poi coprirli di muschio piante prese direttamente dalla campagna e dal bosco. Si perché insieme ai nostri genitori o alle zie, andavamo generalmente di Sabato o Domenica a cogliere il muschio nei boschi vicini, un po’ di pungitopo, agrifoglio selvatico, e il tempo trascorso insieme in questi posti era divertentissimo. A fine giornata, stanchi ma felici, mettevamo tutti i nostri sacchi pieni di materiale vero, naturale, da parte, per poi iniziare l’allestimento vero e proprio del presepe.

Quindi era la volta della scelta dei personaggi. Noi li potevamo cambiare ogni anno perché con mio padre che commerciava nel settore, avevamo a disposizione tanti personaggi di plastica, di resina e varie misure. Facevamo anche i laghetti con la carta stagnola per mettere il pescatore e la lavandaia ai bordi del fiume, e allestivamo le casine fatte di cartone e dipinte a mano sulle montagnole di carta, ricoperte con muschio o carta roccia; tutto addobbato con un cielo stellato attaccato al muro con scotch.

Ho scoperto con gli anni che la creatività e l’impegno che mettiamo dentro un presepe era ben più complessa, elaborata e fantasiosa rispetto a quella di un semplice albero di Natale. Occorre fantasia, non importa la manualità ma ciò che vogliamo trasmettere a chi ammira il nostro presepe. La Sacra Famiglia può essere realizzata anche con cotone e stecchi di legno, ma cosa importa alla fine? L’importante è che i personaggi siano tutti uniti, dentro la casa o la capanna, come una famiglia. Non c’è il bue o l’asinello? Allora mettiamo al loro posto il cane e il gatto sempre uniti nel calore della famiglia.

Io ancora oggi, quando mi è possibile, vado a visitare i presepi allestiti della varie parrocchie che sono aperte al pubblico e porto con me cuginetti, nipoti e qualche volta riesco perfino a farmi accompagnare da mia figlia adolescente che ama ancora queste gite fuori porta. Ammiriamo il lavoro complesso fatto di ore e ore di pazienza, passione e tradizione. Perché sono questi piccoli tesori di tradizione che mantengono vivo il nostro essere paese del sud Europa, mediterraneo e la nostra identità di paese cattolico.

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